Ricerche e pubblicazioni

  • "L’EFFICACIA DEGLI AIUTI E DELLO SVILUPPO"

Quali sono i fattori che intralciano l'efficace utilizzo degli aiuti allo sviluppo? Dispersione delle risorse, volatilità degli aiuti, leve economiche piuttosto che leve di qualità sociale sono alcuni degli elementi che compongono il quadro complesso della cooperazione.
Lo studio si propone di fare un’analisi del dibattito sviluppatosi a livello internazionale negli ultimi dieci anni sul tema dell’efficacia degli aiuti e dello sviluppo  e prende in considerazione sia la prospettiva dei grandi donatori che quella della società civile, cercando di sottolineare la diversità degli approcci adottati dagli attori coinvolti.  

Testo scritto da Alice Farano e pubblicato, nell' Agosto 2012, dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica per la collana 'Capire la Finanza':
L'efficacia degli aiuti allo sviluppo - Alice Farano, Fondazione Culturale Responsabilità Etica


  • "MIGRAZIONI E SVILUPPO" 
L’attenzione della comunità internazionale sul tema delle migrazione è cresciuta e si è evoluta notevolmente nel corso degli ultimi anni. Alla luce di una crescente enfasi sul legame esistente tra migrazioni e sviluppo è importante considerare l’approccio della comunità internazionale sulla questione, cercando di capire quali sono le principali strategie e politiche messe in atto in questo senso. Da un’attenta analisi emerge che, nonostante il passaggio della retorica da un approccio preventivo ad uno che vede i migranti come possibili attori del processo di sviluppo, le politiche dei grandi donatori sul tema sono ancora molto focalizzate sugli aspetti di controllo dei flussi e sulla riduzione dei costi delle rimesse.
Lo studio si propone, poi, di esaminare criticamente alcuni dei fattori che rivestono un’influenza importante sul ruolo che le migrazioni possono avere nello sviluppo dei paesi di origine e di destinazione, quali il livello di integrazione dei migranti, le rimesse,  il ruolo della diaspora e la circolarità delle migrazioni.

Lo studio è stato realizzato nel 2012 per CoLomba, la rete delle ONG della Lombardia; per poterlo consultare scrivere a: alice.farano@gmail.com


  • MIGRANTS IN THE AGRICULTURAL SECTOR IN SOUTHERN ITALY

The paper examines the highly exploitative working conditions of seasonal migrants in the agricultural sector of southern Italy. It seeks to analyse the relationship that exists between these conditions and the mafia, which has a profound influence and control over agriculture and, more generally, over many areas of the south of the country. The conclusion will be that, on the one hand, by weakening the economy of the agricultural sector the mafia produces the conditions that create the need for a cheap labour force and, thus, for the exploitation of migrants; on the other hand, the mafia imposes a mentality based on profit as the only imperative, creating an environment that allows, and justifies, the exploitation of migrants.
Moreover, the paper also argues that migrants' working conditions could be regarded as a new kind of unfree labour: indeed, there are different factors, such as the Italian immigration policy, the competition among migrants, and the system of recruitment that reduce migrants' bargaining power, thereby forcing them to accept the working conditions that are imposed by their employers.

Lo studio esamina le condizioni di grande sfruttamento che caratterizza il lavoro dei migranti stagionali nel settore agricolo del Sud Italia, e si propone di analizzare la relazione esistente tra queste condizioni e la mafia. Questa ha, infatti, un controllo ed un'influenza profonda sul settore agricolo e, più in generale, su molte aree del paese. L'analisi porta ad una duplice conclusione: da una parte, indebolendo fortemente l'economia del settore agricolo, la mafia produce le condizioni che portano alla necessità di una forza lavoro a basso costo e, quindi, allo sfruttamento dei migranti; dall'altra parte, la presenza della mafia impone una mentalità basata sul profitto come unico imperativo, creando un ambiente che permette e giustifica lo sfruttamento dei migranti. 

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